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02 dicembre 2009

“MARIA, VIENI CON LE TUE ALI MATERNE”. INEDITO: MAGGIO 1944: L’ECO DI BERGAMO NE AVEVA INVOCATO LA SUA venuta!

BERGAMO – Trentun “quadretti” uno per ogni giorno del mese mariano di maggio. “Maggio di Maria”, questo il titolo della rubrica che l’Eco di Bergamo propose ai suoi lettori sui numeri di maggio del 1944. Uno per ogni giorno del mese.

Un breve corsivo in cui la Madonna veniva accostata, simbolicamente, a una pianta o a un animale, anche mitico: Si inizia il 1° maggio con “Maria e la Piramide”, poi il 3 (Maria e il basilisco), e poi via via (Maria e l’aquila, Maria e il cipresso, Maria e il cigno, Maria e l’arcobaleno). Poi, nella rubrica dell’11 maggio, leggiamo: “Si è fatto così piena di scempi la vita e i nostri fiori cadono tristi (…). Solo se tu verrai, con le tue ali materne, un po’ di sorriso tornerà nel nostro cuore sconsolato, o Madre nostra!”. Poi, il 12 maggio, leggiamo: “Il sole torni a rilucere sulle nostri fronti, o Maria”. Il giorno dopo, a Ghiaie di Bonate, un puntino di luce sarebbe apparso alla veggente. E’ il 13 maggio inizia la storia di Ghiaie. Ma solo due giorni dopo, il 15, un editoriale in Prima, dal titolo “L’alta visione”, celebra l’anniversario delle apparizioni di Fatima. “Il 13 maggio – si legge – resterà una data importante” e via con l’elogio dei tre pastorelli, i travagli dell’ultimo anno di guerra (il 1917), la salvezza delle anime, e il valore dei segni della Provvidenza. Lo stesso copione si sarebbe a breve, riproposto anche in Italia, ma con esiti opposti a quelli indicati nell’editoriale. Il parallelo con i fatti di Ghiaie continua. Tanto che il 16 maggio, la rubrica “Maggio di Maria” (tema: Maria e l’Acqua), invita i lettori a “raccogliere il tuo raggio, Maria, in questo mese”. L’Eco, lo stesso giorno, dà notizia con risalto, di una imponente adunata mariana al santuario della Madonna dei Campi, a Stezzano.

Lo stesso giorno, a Ghiaie, una bimba di 7 anni, “nodo di vipere, scrigno custodito da sette draghi, indemoniata e ninfetta”, sostiene di avere le visioni della Santa Famiglia. Il giornale della Curia su quei numeri di maggio ridotti all’osso per via delle ristrettezze di guerra, dedicherà ai fatti di Ghiaie che mano mano dirompevano anche fuori dai confini nazionali, pochissimo spazio. Il primo servizio (e l’unico di cronaca giornalistica, gli altri saranno solo comunicati ufficiali e direttive severe, a parte l’ormai noto reportage di Don Spada in visita alla bambina reclusa a Gandino), solo il 22 maggio. In prima pagina campeggia un comunicato della “Veneranda Curia su Ghiaie” seguito, all’interno, da un servizio di pura cronaca (inedito) raccolto sul campo: si parla già di decine di migliaia di pellegrini, della bimba che appare sincera, del fenomeno solare del 21, delle guarigioni. La macchina della Curia non si era ancora messa in moto sull’affaire Ghiaie ma gli effetti si noteranno, tra le righe, già sui prossimi numeri. Ma la notizia, si diffonde, anche sui controllatissimi mass media di regime dell’epoca che ovviamente senza censure curiali, possono permettersi di raccontare il caso eclatante non senza cadere nella propaganda politica. Come facevano i giornali legati al governo di Salò che iniziarono a vedere nell’affaire Ghiaie una macchinazione antibellica di Clero, Partigiani e alleati.

Tanto da spingere l’Eco di Bergamo (siamo già al 26) a scrivere una nota polemica verso il quotidiano fascista “Bergamo Repubblicana”. Ma il “pezzo forte” del numero del 26 è un comunicato ufficiale della Curia che fa divieto a sacerdoti e religiose di recarsi alle Ghiaie, “Tranne qualche documentata eccezione”. L’invito, stando alle fotografie coeve e al raro filmato del Villa, non fu però accolto… E, in più, oggi sappiamo chi c’era tra le vesti talari definite dal vescovo “eccezioni”. Intanto, in “Maggio di Maria”, continuano i parallelismi simbolici: Maria e la microfenice, Maria e il frassino, Maria e l’Ebano. E arriviamo al numero del 31 maggio. La rubrica (che pare avesse avuto successo tra i lettori tanto che il giornale promise di raccoglierla in un volumetto), leggiamo: “Maria puo’ far fiorire anche su uno stagno. Non c’è cuore in cui il tuo amore possa germinare”.

Lo stesso giorno in cui usciva nelle edicole questo numero, il vescovo Bernareggi tempestava di telefonate l’inquisitore Don Cortesi e la madre generalizia delle suore Orsoline perché la veggente – nodo di vipere pregasse la Madonna di non apparire più…

20 novembre 2009

GLAUBER E' ATTENDIBILE. E QUINDI ANCHE GHIAIE? DAL BRASILE BOMBA SULLA CURIA OROBICA


BERGAMO - Se Edson Glauber è un veggente attendibile per il vescovo di Itacoatiara, allora anche le apparizioni della Santa Famiglia a Ghiaie di Bonate sono da ritenersi attendbile. Un sillogismo che non mancherà di irritare la Curia di Bergamo.

Ma dove sta il nesso con Ghiaie conseguente alla decisione del vescovo Gritti? Il fatto sta che questo (quasi ufficiale veggente), avrebbe avuto le apparizioni della Regina del Rosario e della Pace non solo nella città brasiliana di Itapiranga, ma anche in Italia, e precisamente a Ghiaie di Bonate Sopra e in altre località della bergamasca e del bresciano dove spesso è ospite di locali gruppi di preghiera.

Ma c'è di più: stando a quanto pubblicato sul sito dell'associazione brasiliana "Legio sacrorum cordium", nei messaggi "soprannaturali" ricevuti dal veggente Glauber, l'Entità apparsa avrebbe affermato di essere già apparsa insieme alla
Santa Famiglia a Ghiaie, alla veggente bambina Adelaide Roncalli, nel 1944 e di essere riapparsa in Brasile al giovane veggente indio per rimarcare la sua venuta in Italia nel maggio del 1944 alla piccola Roncalli.

Una circostanza che non mancherà di irritare le gerarchie cattoliche orobiche che sull'affaire Ghiaie mantengono anhe a 65 anni di distanza, la più rigida chiusura.

19 novembre 2009

I FANS DI GHIAIE: ORA LA CURIA DI BERGAMO SI PRONUNCI




BERGAMO - "La Curia di Bergamo ora deve venire allo scoperto. Il vescovo di Itacoatiara, Carillo Gritti, ha riconosciuto l'attendibilità del veggente Edson Glauber, le cui apparizioni sono collegate a quelle di Ghiaie del maggio 1944 che invece Bergamo ritiene inattendibili: quindi Glauber è sincero quando vede la Madonna in Brasile e bugiardo quando la vede a Bergamo?": Alberto Lombardoni, 63 anni, storico delle apparizioni di Ghiaie 1944 e autore del cliccatissimo madonnadelleghiaie.it/, pone una domanda provocatoria ai curiali orobici.

"Nelle apparizioni avute a Itapiranga, dal 1994 al 1998, la Madonna ha detto a Glauber di essere già apparsa a Ghiaie di Bonate nel 1944 e di dolersi del fatto che la Chiesa non l'ha riconosciuta. Per questo è apparsa ancora a Glauber in Brasile. Se un vescovo, non quindi una associazione di fedeli, ritiene che il veggente sia attendibile, allora significa che a Bergamo devono riaprire gli archivi e rifare il processo canonico alla veggente Adelaide Roncalli".